Storia

L'inizio

"Oggi, primo aprile 1921, si è costituito in Ischia un circolo che si denomina: Circolo Filodrammatico d’Ischia. Scopo del circolo è anzitutto di mantenere nei soci la vera fratellanza e concordia, di sviluppare in essi forti e schietti caratteri sociali, di iniziarli all’attività professionale e di promuovere loro onesti divertimenti".

Il primo direttivo fu affidato a Angelo Roat fu Leopoldo, presidente del sodalizio sino al 1925. Vice presidente fu nominato Carlo Anderle, affiancato dal cassiere Cesare Roat, dal segretario Angelo Roat fu Enrico e dai consiglieri Emanuele Filippi, Gustavo Oss, Candido Angeli, Giovanni Angeli e Silvio Roat fu Fortunato. Di quegli anni rimangono pochi ricordi.

Con l’ampliamento della Scuola dell’infanzia “Don Giovanni Angeli”, all'interno della quale fu ricavato il nuovo teatro, l'attività divenne più stabile.

Con il teatro cambiò volto anche il modo di fare teatro: l’attività si fece decisamente più consistente con la preparazione di diversi lavori all’anno, sino al 1973 quando l’esigenza della scuola materna di ristrutturare l’edificio, spinse la filodrammatica a liberare i locali dell’asilo e a prendersi qualche anno di riposo. Fu un brutto colpo: dopo decenni di fervore e dinamismo intorno al teatro, la passione
venne meno e non fu aiutata dall’avvento della televisione, che costituì un fenomeno sociale e di costume epocale. Le serate non si trascorrevano più sui palchi dei teatrini parrocchiali, ma davanti al “Musichiere” o a “Lascia o raddoppia”. 

La rinascita

L'interruzione dell’attività fortunatamente non durò a lungo. Verso la fine degli anni Settanta la realizzazione del nuovo teatro fece ritrovare energie e risorse per restituire al paese la filodrammatica. Nel 1978 iniziarono infatti i lavori di ristrutturazione della nuova sede, ospitata al primo piano della canonica, realizzata con il contributo del Comune per la fornitura dei materiali e la manodopera di moltissimi volontari. Il teatro di un’ottantina di posti venne completato nella primavera nel 1979. Nel 1978 il Circolo Culturale Filodrammatico di Ischia venne ricostituito. Fu nominato presidente Renzo Dorigoni, al quale si affiancarono i consiglieri pionieri Maria Filippi, Ettore Filippi, Bruno Lazzeri, Gabriella Lazzeri, Adriana Angeli, Alfonso Roat, Rino Roat, Giuseppe Angeli. 

I principali lavori allestiti sono: Oreste Del Vai Notaio, La Baronessa dei finferli, L'Avvocato Begola, L'alegro testament de zio Narciso, Ci penso io, I sacrifizi de Lisetta, Ciacere 'n cosina, La famiglia Pizzega, La sposina la fa i caprizi, Chiudi un occhio Perpetua, La morte scarlatta, I busi da stropar, La sposa de scorta, Paes picol... la zent la mormora, El Corsaro Botol, Il Drago, Beniamino.

Il tempo corre veloce e tra un sipario e l’altro si arriva al traguardo dei vent’anni.

I festeggiamenti del ventannale

Il ventesimo della rifondazione è stato festeggiato il 26 dicembre del 1998, con un’intensa cerimonia celebrata presso il piccolo teatrino del paese. Un momento di incontro per l’intera comunità. Nel corso della serata il presidente Ermenegildo Pedrini ha ripercorso i momenti più significativi vissuti nei vent’anni di attività, ringraziando tutte le persone che hanno contribuito ai risultati raggiunti. Fra i presenti, anche il presidente della Co.F.As., Gino Tarter, e la vedova del compianto Mario Roat, che tanto ha dato al teatro amatoriale. Un momento molto emozionante è stato rappresentato dalla nomina a socio onorario di 13 soci della filodrammatica che si erano particolarmente distinti nel corso dei cinque lustri: Giuseppe Angeli, Rino Roat, Alfonso Roat (scomparso qualche anno dopo), Renzo Dorigoni, Don Luigi, Giancarlo Ferruzzi, Bruno Filippi, Flavio Filippi, Gabriella Lazzeri, Mario Angeli, Primo Angeli, Don Ezio. È stato anche presentato il volume del ventesimo “Attori & Spettatori”, curato da Gianluca Filippi, e messo in scena un lavoro originale di Michele Roat, quale omaggio alle commedie più significative allestite nel corso del ventennio.

Gli ultimi 10 anni

L’estate 1999 fu davvero difficoltosa: nel giugno viene confermata la regia a Michele Roat, che già aveva diretto con successo il precedente lavoro “Scherzi del diavolo”. Un incarico che purtroppo durerà poco, perché poco più di un mese più tardi Roat rassegnerà le sue dimissioni per ragioni famigliari, facendo tornare nel buio le prospettive della compagnia. La fiducia torna dunque su Giuseppe Angeli, storico regista del circolo. Nell’ottobre la scelta cadrà sul copione di Luciano Zendron “Odio sbianchezar”: un testo ritenuto ideale per la sua relativa facilità di allestimento e che, essendo molto divertente, avrebbe dovuto far ritornare l’entusiasmo e la passione per il teatro agli attori della filo. Fortunatamente, così fu.

Dal volume "Filodrammaticando" di Gianluca Filippi