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La Filodrammatica
Quattro testi in dieci anni: riguardando la voracità con cui venivano allestite le commedie nel passato sembrano quasi pochi. Negli anni Cinquanta e Sessanta, quattro erano gli allestimenti che gli attori della filo di Ischia buttavano sul palco in pochi mesi. Buttavano, per l’appunto: perché allora il teatro era prima di tutto svago e divertimento fine a se stesso e il pubblico costituiva solo un momento di condivisione collettiva di questo star bene. Poco importava la cura e il lavoro di cesello che invece oggi costituisce la norma, perché nel frattempo è cambiato il pubblico ed è cambiato l’attore. Il primo è cresciuto e ora si muove per andare a teatro solo se trova la qualità e se riceve emozioni da chi sta sul palco. Diversamente trova molto più piacere guardando i pixel del televisore. L’attore, invece, nella recitazione non cerca più lo svago, ma un ambizioso ed irripetibile momento di soddisfazione personale e di gruppo. È l’estasi che gli giunge dal pubblico e la sintonia con gli altri attori che fanno la differenza. Per raggiungere questi due obiettivi, imparare a memoria il testo e piazzare sul palco quattro “spezzati” (le pareti delle vecchie scenografie) non basta più. Gli strumenti a disposizione delle filodrammatiche sono cresciuti, i metodi di preparazione degli attori si sono evoluti, l’inventiva e le capacità dei registi hanno fatto passi da gigante. Un ambiente in continua mutazione che non può essere ignorato da chi vuole stare al passo coi tempi e che non è stato assolutamente ignorato dalla Filodrammatica di Ischia. Nel corso di questi dieci anni il sodalizio ha cercato di cogliere tutte le nuove occasioni, senza strafare e senza uscire dal seminato. L’umiltà di tutti i protagonisti di questo decennio ha consentito di costruire una realtà davvero invidiabile, rappresentata da giovani di grande capacità e prospettive, da persone meno giovani ma di impareggiabile esperienza, condita dai caratteri che oggi sono imprescindibili, come la cura della preparazione, i dettagli della recitazione, l’innovazione nelle scenografie e negli allestimenti,  l’esplorazione di nuovi testi e di inediti percorsi. La Filodrammatica di Ischia è proprio questo. E tutto questo non ha un nome solo, ma una lunga lista: la garanzia di futuro e di crescita costante.
 
 Dal volume "Filodrammaticando" di Gianluca Filippi